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POESIA PER UNA CITTÀ SENZA NOME
Ho immaginato una città senza porte
senza insegne
senza colpe
Ho immaginato una città senza fermate
senza luci
senza finestre
Se un pavimento sosterrà i miei passi
io camminerò anche lì
ma è qui
dove io sempre ritorno.
Il rimorso mi condurrà per mano
rasente i muri
Vado perché lo so che torno
non potrei altrimenti
Le strade di cemento mi chiedono
urlando
di partire
ma già sentono l’eco dei miei passi
che si riavvicinano
alla soglia.
De: antologia mexicana "Entre la carne y las palabras".
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